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venerdì, 26 gennaio 2007

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Il Guardasigilli propone che diventi reato negare ciò che è stato l'Olocausto. Apprezzamento dalla delegazione della comunità ebraica

ROMA

«È mia intenzione - ha detto Mastella - e credo di tutto il governo, presentare un disegno di legge che determini come forma di reato il negazionismo di ciò che è stato l'Olocausto» affinchè «alcune cose non siano ostaggio di false memorie. L'umanesimo è fondamentale al di là di ogni declinazione religiosa». La prossima settimana quindi, anche in coincidenza con il Giorno della Memoria, il Guardasigilli porterà in Consiglio dei ministri il ddl contro il diritto di negare l’Olocausto.

Per Mastella, dunque, contro l'intolleranza «è necessario combattere e tenere sempre elevato il livello di guardia». Il Guardasigilli ha poi rilevato come, in questo senso, ci sia «un mutamento di rotta significativo del governo italiano: sul negazionismo la vicenda si è ingolfata perchè il mio predecessore si ostinava a negarne l’esistenza» e ha ricordato come qualche giorno fa a Dresda, nel corso della riunione informale dei ministri della Giustizia dell'Unione Europea «ho riproposto la questione con la mia collega tedesca, tentando di superare il guado di incertezza di qualche paese.
Spero di trovare una totale adesione nella prossima riunione formale dei ministri dell'Ue». Il disegno di legge annunciato stasera sarà elaborato «ascoltando sia le comunità ebraiche - ha aggiunto Mastella - sia altri soggetti».

Apprezzamento per la proposta del ministro è giunta subito dalla delegazione della comunità ebraica invitata oggi a via Arenula, composta, tra gli altri, da Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il presidente della comunità ebraica di Roma Leone Paserman e Alessandro Ruben, consigliere delle comunità ebraiche italiane al quale il ministro ha rivolto un ringraziamento per le dichiarazioni rese ieri durante la trasmissione "Porta a Porta".

«Per noi questo è un argomento importante che coinvolge la verità storica - ha detto Gattegna - quando i testimoni dell'Olocausto saranno tutti scomparsi l’aspetto emotivo perderà forza, dunque bisogna rafforzare l'elemento culturale. Il negazionismo è un’offesa gravissima non solo alla memoria ma anche a quelle persone che ne sono portatrici». Inoltre, ha notato Gattegna, «coloro che negano la Shoah spesso sono proprio quelli che ripropongono ideologie razziste e antisemite».

(Da LaStampa.it)


A me sta cosa preoccupa un po'.
Io non sono un negazionista, chiariamolo.
Ma questa proposta mi preoccupa.
In soldoni si tratta di "blindare" la Storia.
E' accettabile?
Non mi sembra.
Le domande che sorgono sono parecchie.
Perchè solo la Shoah?
Chi mi assicura che, in base a questo modo di procedere, un domani ad esempio anche un Michael Moore non potrà venir considerato perseguibile, in quanto magari non si potrà avanzare il sospetto che le ultime guerre americane furono cominciate per un discorso esclusivamente economico?
Hanno paura che una volta scomparsi tutti testimoni oculari, le teorie negazioniste possano acquistare più peso: ci sono casi simili nel corso dei secoli di un caso simile?
(A me non vengono in mente, ma ciò potrebbe non voler dire molto dal momento che non sono uno storico...).
Blindare la Storia è compatibile con i Principi che stanno alla base della Democrazia, o è un qualcosa che ricorda di più un certo romanzo di Orwell?
So che molti se ne fregheranno altamente di tutto ciò, pensando che la cosa vada in realtà a colpire solo un certo tipo di destra estrema, e quindi per "correttezza politica" non si schiererebbero mai contro una posizione simile.
Io invece lo vedo un discorso molto poco onesto dal punto di vista intellettuale, che invece potenzialmente potrebbe costituire un precedente forte per altre azioni di censura.
Concludo riportando un intervento di Massimo Fini.
Vi suggerisco di leggere attentamente la parte finale...
I grassetti li ho aggiunti io.


"Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, in occasione della Giornata della Memoria, porterà in Consiglio dei ministri un disegno di legge che punisce, anche con la reclusione, "chi nega, a parole o con uno scritto, l'esistenza dell'Olocausto". La norma si estende anche all'ambito universitario e riguarda quei docenti che illustrino le tesi degli storici e degli studiosi 'negazionisti' in modo asettico, senza condannarle in modo esplicito. Sarà creata una nuovissima fattispecie di reato, quella di "negazionismo della Shoah ".
Credo che nemmeno negli Stati più totalitari esista, e sia mai esistito, un reato di questo tipo. Si sono perseguite, ovviamente, le ideologie e le idee avverse o non ortodosse, ma mai chi nega dei fatti storici o presunti tali. Bisogna tornare, forse, alle epoche più buie della Santa Inquisizione per trovare persecuzioni contro chi non solo negava i dogmi della Chiesa ma anche i fatti su cui si fondavano.
E' una norma liberticida, con la quale uno Stato liberale, democratico e di diritto (ma non ci siamo solo noi, in Germania, in Austria, in Belgio, in Polonia, nella Repubblica Ceca, in Slovacchia esistono già leggi simili) rinnega i suoi fondamenti, la sua cultura e la sua storia. Dopo le drammatiche esperienze di Giordano Bruno e Galileo Galilei e con l'avvento dell'Illuminismo, il diritto alla libertà di opinione e alla libertà di ricerca è uno dei capisaldi del mondo occidentale, liberal-democratico. Una democrazia, se vuole essere tale, deve accettare anche le opinioni che le sono più ostiche e che le paiono più aberranti. E' il prezzo che paga a se stessa. Altrimenti non è più una democrazia. L'unico discrimine, in democrazia, è che nessuna idea può essere fatta valere con la violenza.
E' lo stesso motivo per cui anche la legge Mancino, del 1993, che punisce l'odio razziale, etnico, religioso, è una norma liberticida. L'odio è un sentimento e non si possono mettere le manette ai sentimenti. Io ho diritto di odiare chi mi pare. Ma se torco anche un solo capello a chi odio devo andare dritto e di filato in galera.
Afferma Mastella: "Negare l'Olocausto significa che quel che è stato documentato è falso. E quindi si tratterebbe di un'offesa alla memoria e alla Storia". Ma se non si può più offendere la memoria e la Storia, non si può più parlare, se non nei termini del più stretto 'politically correct'. La fattispecie, istituendo un precedente, potrebbe avere interessanti estensioni. Si potrebbe punire chi nega l'esistenza storica di Cristo (perchè offende i credenti), chi nega il rogo di Giordano Bruno (perchè offende i laici), chi nega i delitti del comunismo, chi quelli del colonialismo, chi afferma che la battaglia di Waterloo non c'è mai stata.
Le democrazie trionfanti sembrano impazzite. Non accettano più nulla che sia diverso da ciò che esse hanno stabilito come giusto, documentato e irrivedibile. E per quel che riguarda specificamente l'Olocausto non si rendono conto di fare, con leggi di questo genere, degli storici e degli studiosi 'negazionisti' dei martiri e dei perseguitati mentre, con tutta probabilità, son solo dei cialtroni (che gli ebrei sterminati siano eventualmente quattro milioni invece di sei è irrilevante). Ma essere cialtroni non è mai stato considerato un reato. Premetto (perchè in questo clima di intolleranza montante bisogna fare anche di queste premesse - ed è già di per sè significativo) che mia madre, Zinaide Tobiasz, era un'ebrea russa che ha visto l'intera sua famiglia falciata dai nazisti e che quindi anch'io sono, sia pur indirettamente (come ormai quasi tutti), una vittima dello sterminio degli ebrei. Chi nega questo sterminio certamente mi offende. Ma la più generale libertà di opinione e di ricerca è più importante della mia offesa. Quindi sfido la nuova legge liberticida e voglio vedere chi avrà il coraggio di applicarla: io nego l'olocausto."
postato da: hotelgorillo alle ore 18:09 | link | commenti (5)
categorie: memoria, giornata, fini, shoah, mastella, olocausto, negazionismo