Questa del titolo sbagliato è così grossa che non si può lasciare che scorra via sulle pagine di un quotidiano online.
Deve restare qua, a testimonianza del Paese assurdo che siamo.
A testimonianza che quando eravamo nella merda fino al collo ma riuscivamo ancora a parlare senza inghiottire troppo, qualcuno parlava.
Le cose si sapevano.
Nessuno ha fatto un cazzo.
Sono cose che meriterebbero un boicottaggio in massa degli esami e le dimissioni di un Ministro.
Come minimo.
Nel titolo di uno delle prove di italiano per gli esami di maturità, c'è un errore gigantesco.
Il titolo è su Dante e (nella parte incriminata) dice:
"Nel quarto cielo, quello del Sole, Dante, guidato sempre da Beatrice, ha incontrato una corona di dodici 'fulgori', che sono le anime di altrettanti celebri sostenitori della fede religiosa. Uno di questi, san Tommaso Aquino, gli descrive in particolare le figure di san Francesco di Assisi, fondatore dell'Ordine dei Francescani, e san Domenico di Guzman, fondatore dell'Ordine dei Domenicani: l'uno e l'altro Ordine di fondamentale importanza nella storia della Chiesa a partire dal secolo XIII."
San Tommaso???
See come no.
Peccato si tratti di San Bonaventura...
Complimenti.
Questa è la Scuola in Italia nel 2007.
Questo è il lavoro di una persona pagata dallo Stato (cioè da noi).
A CASA A CALCI NEL CULO.
Niente sindacati, nessuna protezione, niente.
A CASA A CALCI NEL CULO.
E ci mettiamo qualcuno più preparato che magari sono mesi e mesi che non ha un posto.
Chi lavora NELLO Stato, deve rappresentare l'eccellenza.
Deve essere lì perchè è eccellente.
Lavora per noi, pagato da noi.
Deve essere lì perchè ci crede, perchè ha passione per la cosa pubblica.
Invece lo Stato oggi è solo un'enorme carogna putrescente piena di parassiti.
Grandi, piccoli, minuscoli: di tutte le specie.
La struttura va smantellata, rasa al suolo.
Va DISINFETTATO tutto.
Col napalm.
PS:
Se vi sembra che sono stato un po' troppo incazzoso, probabilmente avete ragione. Sono IDROFOBO cazzo! Ho la fottuta RABBIA SILVESTRE! Andatevi a leggere, come sto facendo io, "La Casta" di G. A. Stella e S. Rizzo (Rizzoli, 18 Euro). Poi ne riparliamo:
Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti spassosi nel reportage di due grandi giornalisti. Un dossier impressionante, ricchissimo di notizie inedite e ustionanti. Che dovrebbe spingere la classe dirigente a dire: basta.