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venerdì, 20 luglio 2007

QUEL SANGUE CHE MI HA FATTO RIAPRIRE GLI OCCHI

Me lo ricordo bene il 20 luglio di 6 anni fa.
Faceva caldo quasi come oggi, ma non me ne importava molto.
Stavo male e non uscivo mai di casa.
Stavo collegato a internet con un modem a 56k e guardavo la TV.
Il centro del mondo era Genova.
Rivedevo le strade che per un anno mi erano state così familiari e le rivedevo diverse, trasfigurate.
Cessavano di essere un luogo fisico e diventavano lo sfondo per l'unica battaglia possibile dei nostri giorni.
Uomo contro Macchina.
Uomo contro Mercato.
Uomo contro Denaro.
Sangue contro Oro.
Tutto ciò era lì, spingeva da sotto quelle immagini, trasudava, ma non potevo ancora coglierlo appieno.
Ero in un periodo di grossa crisi personale e da anni di cose simili non me ne fregava un cazzo.
Non cambierà mai niente, è tutto una merda.
Eppure a qualcuno proprio in quel momento stavano girando i coglioni, e stava facendo quello che molte volte sognamo di fare: spaccare tutto.
Voi non lo sognate?
Io a volte sì e non me ne vergogno.
E' un impulso istintivo, animalesco, brutale, infantile.
La banca nella quale vai a pagare il mutuo che ti soffoca che se ne va in fiamme.
Il computer nel quale registrano mese per mese le tue rate preso a martellate.
L'istituto di lavoro/schiavitù interinale che esplode.
Per un momento la quieta disperazione quotidiana si squarcia e dietro si illumina selvaggia la visione di una vita vera, non di un simulacro di esistenza.
Traiettorie in collisione.
Mattoni contro vetrine.
Manganelli contro teste.
Molotov contro blindati.
Migliaia e migliaia di persone laggiù, e milioni e milioni di persone in giro per il mondo.
Tutti annodati in questa ragnatela di traiettorie.
Alle 17.30 la traiettoria definitiva, mai chiarita veramente.
Il proiettile, il passomontagna blu, il sangue così brillante contro il grigio dell'asfalto.
Credo che quel sangue abbia battezzato molte persone.
Senz'altro ha battezzato me.
Per me è cominciata un'altra fase.
Una presa di consapevolezza e l'inizio di un percorso che mi ha portato più lontano di quanto pensassi.
"Dall'altra parte della barricata" potrebbe dire qualcuno.
Io credo che questa barricata sia finta, sia una trappola messa lì per alimentare un conflitto fuorviante.
Questo conflitto non mi appartiene.
Uno specchietto per le allodole.
E sono davvero ancora tante le allodole.
Non credo fosse un eroe, non credo che fosse un militante duro e puro, forse neanche un militante.
Un ragazzo qualunque al quale un giorno girano i coglioni e si mette in gioco.
Il destino lo trasforma in simbolo.
E' la normalità violentata dal piombo del potere, che - nel morire - diventa fonte di vita.
Bilbo Baggins se ne starebbe volentieri a casa sua, ma tocca andare a far fuori il Drago.
Mai sottovalutare uno hobbit.

L'unica Rivoluzione possibile - me l'ha detto quel sangue - è una Rivoluzione Interiore e Spirituale.

Carlo Giuliani
14.03.1978 - 20.07.2001
postato da: hotelgorillo alle ore 14:21 | link | commenti (2)
categorie: carlo giuliani, genova 2001