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venerdì, 31 agosto 2007

TRIESTE IN UN VIDEO

L'amico Zampa mi ha segnalato questo video su YouTube.
E' un clip a suo modo intenso.
Qualcuno lo troverà disgustoso, qualcuno divertente, qualcuno irritante, qualcuno cinico, a qualcuno metterà allegria, a qualcuno tristezza.
Se non siete triestini, non so quale impressione ne ricaverete, ma per me - triestino - rappresenta tutte le nostre contraddizioni, una zona grigia tra partecipazione e distacco.
Ridere di fronte alla tragedia per convincersi che non è una tragedia.
Non intervengo ma in qualche modo sono presente.
E l'alcool.
L'alcool che c'è quasi sempre, nello stomaco, nella testa, nei racconti, nelle barzellette.
Volete capire Trieste?
E' tutta in questi pochi minuti, tutta.

postato da: hotelgorillo alle ore 14:03 | link | commenti (9)
categorie: video, alcool, ubriaco, trieste, ponziana
lunedì, 27 agosto 2007

(CICCIOBOM)BOJUTSU

E più va avanti il video, più si prende bene. Qua sotto invece, alcuni dilettanti provano a imitarlo con scarsi risultati.
postato da: hotelgorillo alle ore 18:51 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, 19 agosto 2007

LA CANZONE TRIESTINA E' PERICOLOSA

Si parla spesso dell'influenza del Maligno nell'Heavy Metal e nel Rock, ma non si può non vedere quanto c'è di  assolutamente perverso e fuorviante anche in canzoni che - molto subdolamente - sono diventate di uso comune. Per fortuna, ogni tanto qualcuno osa dire "Basta!", come hanno fatto le 27 famiglie di Barcola che hanno firmato una petizione per denunziare l'irripetibile turpiloquio di un "complesso" chiamato "Le Mitiche Pirie" (nomen omen: tradotto in italiano significa qualcosa come "I Mitici Grandi Bevitori", quindi in pratica "I Mitici Alcolisti/Alcolizzati"...)
E' ora che i nodi vengano al pettine.
E' ora di chiedere a gran voce che vengano introdotti severi divieti per chi diffonde certi turpi messaggi e multe salate per chi tali divieti trasgredisce!
L'intera Canzone Triestina è marcia fino alle fondamenta!
Ecco alcuni esempi:

VIOLENZA DOMESTICA:

"El mio mari xè bon
el xè tre volte bon
ma solo la domenica
ma solo la domenica
el mio mari xè bon
el xè tre volte bon
ma solo la domenica
el me onsi co’l baston"


L'affresco è desolante: una sordida vicenda di violenza domestica protratta nel tempo, che viene ormai vissuta dalla vittima come un qualcosa di inevitabile e in un certo qual modo giustificabile.

VIOLENZA SESSUALE

"Andando zo pe'l Corso - ai bai tu me la darai
incontro la flon flon - sighesela sigheson
e mi ghe vado drio - ai bai tu me la darai
ghe pago 'na porzion - sighsela sigheson
E co ghe pago 'l conto - ai bai tu me la darai
la me peta un scarpon - sighsela sigheson
E mi ghe coro drio - ai bai tu me la darai
la beco in un porton - sighsela sigheson
Ghe tiro su 'l sipario - ai bai tu me la darai
i me fica in canon - sighesela sigheson
E dopo nove mesi - ai bai tu me la darai
xe nato un bel mas'cion - sighesela sigheson
Che nome ghe daremo - ai bai tu me la darai
ghe daremo Giovanin capobanda del casin!!!"


No, signori miei, non è il Bronx! E' Trieste.
La cronaca compiaciuta di uno stupro in pieno centro cittadino.

ALCOLISMO

A Trieste è una piaga così diffusa che non risparmia neppure gli animali:

"Solo davanti un fiasco de vin
quel fiol d'un can fa le feste
perchè xe un can de Trieste
perchè xe un can de Trieste
davanti un fiasco de vin
quel fiol d'un can fa le feste
perchè xe can de Trieste...e ghe piasi 'l vin!!"


Si viene iniziati all'alcol già in tenerissima età:

"Mi son nato in una bote
vin e late go ciucià
go savù che pe'l batizo
dentro 'l vin i me ga tocià"


Veri e propri incitamenti alla dissolutezza:

"Le cotole se alza co’i refoli de bora
viva le mule co le mudande fora
un refolo de bora per noi xè una careza
e xè un pretesto per beverse un bicer"


Eccitamento sessuale derivante da pratiche voyeuristiche, il tutto unito ad una smodata ebbrezza alcolica.

"Se 'l mare fussi vino
e i laghi de marsala,
tuta la vita in bala,
tuta la vita in bala."


"Ancora un litro de quel bon
Ancora un litro de quel bon
Ancora un litro de quel bon
po' ndemo a casa.
No go le ciave del porton
No go le ciave del porton
No go le ciave del porton
pe' andar a casa.
Le go lasade in un canton
Le go lasade in un canton
Le go lasade in un canton
de la scarsela.
Marieta buta zol'pajon
Marieta buta zol'pajon
Marieta buta zol'pajon
che dormo in strada.
No vojo caffé¨ nero, no
No vojo caffé¨ nero, no
No vojo caffé nero, no
ma deme trapa."


Non credo sia il caso di aggiungere altro.
E' ora di chiedere a gran voce che il Sindaco e le Autorità competenti intervengano duramente e pongano fine ad una situazione oscena che si protrae ormai da numerosi decenni!




venerdì, 17 agosto 2007

MARTIRE DEL SISTEMA

Ogni giorno, televisioni e stampa parlano solo di cose inutili, che non interessano a nessuno, tranne a pochissimi che non possono permettersi una bottiglia di champagne a 1500 euro e che sono mai andati in Costa Smeralda. Ma ogni tanto, come questa volta, qualcosa di serio trapela. Queste sono le notizie che i poveri - che in realtà governano il Mondo - vogliono tenerci nascoste.
Aida non è stata fatta entrare nel privè al Billionaire.
Sulle prime non volevo crederci.
Poi ho capito che era tutto vero.
Da stamattina fisso quelle immagini e non faccio che chiedermi: "Dio mio, ma come è possibile?"
Non possiamo più stare tranquilli: se è successo questo allora può succedere tutto.
E' una guerra di civiltà.

[...]"No, qui non può entrare, è riservato". A stoppare la soubrette lelemorina è Nicola Parenti, uno dei gestori del locale, uomo di fiducia di Briatore. Non un volto sconosciuto, per l'ospite venezuelana. Che infatti non crede alle sue orecchie. Siamo nei dintorni scivolosi del "lei non sa chi sono io". L'Aida rimbalzata dissimula nervosismo e imbarazzo. Poi gira i tacchi.

Offesa, si rivolge al suo pigmalione Lele Mora, che da queste parti conserva intatto il suo potere oltre a due mega ville sempre aperte a ospiti più o meno celebri. "Ma come, non ti hanno fatta entrare?", sobbalza l'agente. L'accaduto dev'essere considerato di una gravità tale da esigere spiegazioni immediate. Mora chiama Briatore. È nero. Proprio lei, Aida, punta di diamante (un poco scalfita da Vallettopoli) della sua scuderia, esclusa dal privé dove Mora e il suo seguito vanno a divertirsi ogni sera e dove oltretutto Lele ha anche interessi economici.

Briatore non sembra turbato; né evidentemente ritiene di doversi togliere dall'imbarazzo. Il suo collaboratore, si suppone, non ha deciso autonomamente chi e come "selezionare" all'ingresso del privé. A quel punto Mora incalza: "O me o lui" (Parenti). La replica di Briatore non si sarebbe fatta attendere: "Scelgo lui". Atto finale. E Mora si è adeguato, ufficializzando il divorzio a modo suo. Per festeggiare il compleanno dell'amico Francesco Guzzi, detto "Fragolino", l'altra sera l'agente ha spostato il suo circo di tronisti e vallette al "Sottovento", il locale concorrente del Billionaire [...] REPUBBLICA.IT


Se è successo a lei può succedere a chiunque di noi.
Solidarietà.
E' ora di gridarlo forte: Aida Yespica Martire del Sistema!


postato da: hotelgorillo alle ore 19:25 | link | commenti (3)
categorie: aida yespica, il sistema
domenica, 05 agosto 2007

LEI: IL CULTO MISTERIOSO

"L’eco di una serata... temperature  africane, passi scamosciati, corpi solidi in liquefazione... Quante splendide ninfe alate... Oscillante 8 aprile, musica come cera bollente entra nel sangue, nella testa, nelle gambe, nello stomaco, nelle mani, nelle unghie e nella schiena... Un chiarore di luna la pelle!
Oscillante 8 aprile, capelli scivolano su colli bagnati e s’acconciano nell’aria
impigliandosi alle molecole in una giungla equatoriale...
Oscillante 8 aprile, capelli vaporosi accarezzano le spalle ormai nude!
È un’inquietudine invitante il modo in cui l’energia di Tommy fa marciare le
note muscolose, compatte, sicure... "


Non c'è storia.
Ogni mese la migliore è Lei (non sono sicurissimo sia una Lei, ma sento che è così...)
La prima cosa che vado a leggere su NTWK è la pagina di Helpiscoming sulle serate in disco perché so che Lei mi regalerà momenti di gioia pura.
Nessuno scrive come Lei.
E' già Culto.
Noi adepti ci riconosciamo subito.
C'è già una cerchia di accoliti fedeli che a tarda notte La cita a memoria.
In un punto imprecisato tra la Poesia Pura e il Vuoto che dimora nel cervello di un aspirante tronista, tra il Sublime e lo spritz con l'aperol, vive Lei.
Creatura senza nome e senza volto.
Come se il fantasma di D'Annunzio possedesse una sedicenne in MDMA.
Leopardi scrivesse SMS.
Marinetti si fosse reincarnato in un tamarro che veste Baci & Abbracci.
Mi verrebbe voglia di andare a una di queste serate per vedere se la riconosco, rapita come una Santa Teresa House in Estasi Mistica.

"Come dimenticare infatti il glam della “rapsodia di Natale”??? Mentre un cielo di stelle al neon si sovrapponeva a teatrali e morbide tende, polpose fanciulle danzavano come voluttuose
ciliegie sotto spirito e tintinnavano i cristalli dei fastosi lampadari barocchi percossi dal sound esplosivo di Carpenter. Camerieri sciabolavano ancora tra i tavoli in festa dove sottili mani inanellate stringevano calici da sera, e l’atmosfera era ancora tra le più vaporose tra sguardi complici e sorrisi al
laser, rivelazioni professionali e discorsi piccanti in attesa dell’ultimo disco.
È sempre Notte nella stanza dei desideri..."

O Diva,
se leggi queste righe, ti supplico di palesarti.
Rivelami la tua identità, scrivimi, scriviamo un libro a quattro mani.
Non sto scherzando.
Devo sapere chi sei.

PS: se sei un uomo scusa, ma l'invito è valido comunque...
postato da: hotelgorillo alle ore 20:15 | link | commenti (5)
categorie: trieste, ntwk, help is coming
giovedì, 02 agosto 2007

LA PAGINA MANCANTE DI NTWK DI AGOSTO

Forse vi sarete accorti che sul Network di agosto non c'è la pagina con la mia colonna e con "Gente Simpatica".
Non chiedetemi di spiegarvi il perché: chiedetelo eventualmente a NTWK.
Comunque ecco il pezzo mancante:

"Trieste è bellissima. Trieste è un set cinematografico/televisivo. Trieste è un’illusione. O meglio, tante illusioni diverse: ognuno scelga quella che preferisce. La città multietnica, la città austroungarica, la città della cultura mitteleuropea, la città dei matti, la città dei vecchi, la città di Mtv. Ci conoscono in pochi. Ci siamo, ma i contorni di Trieste sono sfuggenti. Sì, certo, è Italia ma non è Bologna, Milano, Napoli, Torino, Frosinone. E’ uno schermo semi-vuoto dove puoi proiettare quello che vuoi. E’ una cornice che si adatta quasi ad ogni situazione. A seconda della guida che accompagnerà te, straniero, in giro per le nostre strade riceverai un’impressione diversa. Raccontata dalle telecamere è un’altra cosa ancora. Diverse persone mi hanno parlato della puntata di Mtv – OneDay (che presto tra l’altro sarà disponibile ondine e riuscirò anch’io a vedere) e più o meno il commento è stato “Sembrava un posto fighissimo!”. Notare il “sembrava”, è importante. Tu arrivi a Trieste in un giorno d’estate, io ti porto un po’ in giro nei posti e nei (pochi) negozi giusti, ti faccio ammirare un po’ di palazzi, ti porto in Carso, in osmizza, ti faccio vedere uno di quei tramonti infuocati che abbiamo noi, magari quella sera c’è pure un appuntamento di/alla moda come Its e concludiamo con una festa sulla spiaggia in Costiera. Basta: sei prigioniero, sei catturato. E non ti ho ingannato, non ho costruito niente, non ho inventato niente. Ho solo selezionato accuratamente cosa lasciare fuori campo. Ho fatto in modo che delle note discrete coprissero un silenzio assordante che muove dal cuore della città. Chi ci vive, chi è di qui, questo silenzio lo sente montare, lo sente salire. Per quello dice “sembrava”. Trieste è bellissima, non ci sono dubbi, ma forse non sa ancora/più chi o cosa è. Soprattutto al presente. E’ in realtà il presente quello che manca. Il passato c’è, ce n’è tantissimo, è lì, fermo, immobile. Il futuro arriverà, può essere questo o quello, può essere tutto. Il presente latita, sfugge, si nasconde, quasi per sfuggire a questi due poli.
Diventare una città museo-casa di riposo o lanciarsi verso le luci scintillanti del turismo, del fermento culturale, dell’innovazione? Tutt’e due no? Una via di mezzo è possibile? No. Io non ci credo. La via di mezzo è questo limbo dove rimbomba il silenzio. E’ un museo con dei frequentatori maleducati o una festa con il coprifuoco alle 11: cose che dovrebbero soddisfare tutti, ma non accontentano nessuno. Qualcuno lo deluderai sempre: bisogna solo decidere chi e in quale maniera. Si può, anzi si deve, procedere per gradi ma l’importante è procedere. Lo stallo può diventare molto pericoloso. O qui si aprono nuove prospettive o rassegnamoci: questa Trieste illusoria non durerà.
Non c’è agricoltura, non c’è industria. O si sviluppano scambi, commercio e turismo, e la situazione cambia o siamo condannati all’oblio, a scomparire. Ma deve cambiare la mentalità. Come si fa a sviluppare cultura, commercio e turismo in un posto dove tre persone che di notte parlano fuori da un locale sembrano costituire un problema di ordine pubblico, un flagello di proporzioni bibliche che attenta al riposo della “gente che lavora”? Ma poi – mi chiedo – ma “la gente che lavora” è solo quella lavora di giorno? Quella che lavora di notte, ad esempio baristi, ristoratori, gestori, artisti ecc ecc, che cos’è? Una manica sbarazzina di gaudenti fancazzisti? Sarebbe ora che la Politica locale si esprimesse su tali quesiti, ma in maniera chiara, decisa, come non ha ancora fatto e soprattutto con i fatti. Che dica se è il caso che qualcuno si compri di tappi per le orecchie o se viceversa qualcun altro è meglio che faccia le valigie. Almeno non perdiamo del tempo prezioso. "

postato da: hotelgorillo alle ore 15:20 | link | commenti (2)
categorie: trieste, ntwk