E' bello sapere che molti di noi lavorano per 5 euro lordi all'ora o poco più, in condizioni precarie che non permettono neppure di fare un mutuo, che probabilmente non potranno permettersi mai un avvenire dignitoso, una famiglia, dei risparmi, MENTRE lo Stato spende 45 MILIONI DI EURO (voglio riscriverlo: 45 MILIONI DI EURO, un'ottantina dei vecchi miliardi) per realizzare siti come
www.italia.it.
Non ho un lavoro fisso?
Mi pagano una miseria per preparare BigMac a ripetizione?
Mi pagano un cazzo per rompere le balle con bizzarri sondaggi?
Co.Co.Co?
Co.Co.Pro?
Non ho un cazzo di prospettiva?
Il mio futuro ha l'aspetto di un enorme buco del culo, nero e maleodorante?
Ma che me ne frega!!!
Io adesso c'ho italia.it e sono a posto: la mia vita è cambiata.
Ora, con una mano cospargo di lubrificante il mio orifizio posteriore per prepararmi ad un'altra appagante giornata piena di opportunità, e con l'altra muovo il mouse per navigare su italia.it, alla scoperta degli angoli più suggestivi del mio Paese.
Nella mia mente risuona l'Inno di Mameli cantato da un coro di Serafini con il volto di Mino Reitano, e io - cazzo - sono
felice.
No, ragazzi.
Non scherziamo.
Non parlatemi di Prodi.
Non parlatemi di Berlusconi.
Non parlatemi di Fini, D'alema, Fassino, Follini, Bertinotti.
Parlatemi del buon, vecchio, affidabile AK47.
Perché mi sa che è ora.
(per saperne di più:
http://scandaloitaliano.wordpress.com)