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sabato, 29 luglio 2006

L'AVRESTE MAI DETTO? (sei gradi di separazione all'italiana) + BONUS dell'ultimo momento


(nella foto: un giovine indignato per le divergenze all'interno della Maggioranza di Governo)

Ieri notte, Ghezzi (un uomo che meriterebbe un post tutto suo, che non mancherà di arrivare) ha mandato in onda "Bella Ciao", un film-documentario sul G8 di Genova che avrebbe dovuto essere mandato in onda all'epoca sui Rai 2 ma che poi è rimasto nel cassetto. Digressione: Io l'avevo scaricato a suo tempo in rete, non so se l'avevano mai dato in tv. Se vi capita, guardatelo. E' scomodo per entrambe le parti. Forse per quello non l'hanno mostrato troppo in giro.
In questo film vedi Francesco Caruso che organizza il corteo dei Disobbedienti. E vedi Berlusconi. Anzi non lo vedi, lo percepisci. Da qualche parte, nel non-luogo della Zona Rossa, egli è insieme agli altri Capi riuniti, uno dei principali responsabili di tutto quello che accade. La loro presenza come un magnete che attrae ondate umane, le costringe a scontrarsi contro una diga di manganelli e lacrimogeni.

2006, Luglio. Caruso e Berlusconi siedono in Parlamento ed hanno votato entrambi a favore del primo indulto della Storia della Repubblica Italiana nel quale sono stati inclusi provvedimenti di clemenza i reati di corruzione e di concussione commessi contro la Pubblica Amministrazione.

I casi della vita.

"E poi Caruso addirittura voterà come Berlusconi a favore di un indulto che permette a Previti di non andare in galera!"
"Sì vabbè...certo. Ma dove le peschi queste? Caruso in Parlamento, e che vota come Berlusconi... ma che cazzo dici!?"


Di Pietro prende dal sito del Parlamento la lista dei nomi dei deputati che hanno votato a favore dell'indulto e la pubblica sulla sua homepage. E' una lista PUBBLICA. Consultabile da chiunque in qualsiasi momento.
Non è un documento segreto. Non sono informazioni riservate. MA E' MEGLIO SE NON SI SANNO TROPPO IN GIRO. Chi cazzo si prende la briga di visitare il sito del Parlamento?! Ma se certi nomi sono sul sito di Di Pietro, che a sua volta è linkato da Beppe Grillo, allora le cose cambiano...

"La giornata è stata segnata da numerose polemiche. Quella più dura tra Di Pietro e Bertinotti. Casus belli è la decisione annunciata dall'ex pm di pubblicare sul proprio sito internet i nomi dei parlamentari che hanno votato a favore dell'inclusione del reato di voto di scambio nel provvedimento di clemenza. Bertinotti bolla la scelta come "deplorevole", ma il ministro non ci sta e accusa il presidente della Camera di "censura". "Se Bertinotti non ritirerà le proprie parole si aprirà un caso politico", spiega Di Pietro."
(da La Repubblica del 27 luglio 2006)

Per quale motivo sarebbe "deplorevole"?
Perché sarebbe meglio che questa lista non avesse troppa visibilità?
Sono timori infondati.
Fausto dovrebbe avere più fiducia nel suo elettorato.
E' gente che sa quando è meglio girarsi dall'altra parte e far finta di niente.
E poi in questo periodo è facile.
"Oh no.. no.. non ho seguito... sai, d'estate... poi ero in ferie..."
La facciata antagonista maglietta-del-Che-Ora-E-Sempre-Resistenza-Bella-Ciao non corre alcun pericolo.

Appendice
La lista dei deputati che hanno votato sì all'indulto:

Democrazia Socialista
Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.

Forza Italia
Adornato, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana’, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Ugge’, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.

Italia Dei Valori
Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno
Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto
Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

Rifondazione Comunista
Acerbo, Burgio, Cannavo’, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc
Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’agro’, D’alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volonte’, Zinzi.

Udeur
Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo
Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Luca’, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.

Verdi
Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundaro’, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.


+ BONUS
Dal momento che l'indulto è passato pomeriggio anche al Senato, come bonus un articolo tratto da Repubblica su chi trarrà beneficio dal provvedimento.

Tra i 12 mila detenuti che usciranno trafficanti di droga e assassini
Da Stevanin che uccise 5 donne a Mattia, aguzzino di una 14enne
Indulto anche per Maso ed Erika
la loro semilibertà è più vicina
Bonus per i reati finanziari. Da Cragnotti a Tanzi ai "furbetti del quartierino"
Anche Moggi e Giraudo potrebbero beneficiarne. Clemenza per i G8



ROMA - Non solo Cesare Previti e Attilio Pacifico, condannati per corruzione in relazione alla vicenda Imi-Sir. Tra i tanti detenuti che beneficeranno dell'indulto, se anche il Senato darà il via libera al provvedimento, c'é Pietro Maso, il giovane veronese che nel 1991 uccise i suoi genitori, oppure Gianfranco Stevanin, l'agricoltore di Terrazzo condannato all'ergastolo per l'omicidio di cinque donne. Tre anni di sconto della pena potrebbe ottenerli anche Mattia, il ragazzino che uccise per violentare l'amica di quattordici anni, ed Erika Di Nardo, la ragazza di Novi Ligure che massacrò la mamma e il fratellino.

Libertà per 12 mila detenuti. Grazie all'indulto saranno più o meno 12 mila i detenuti che usciranno a scaglioni nelle prossime tre settimane e altri, sei-sette mila lasceranno le prigioni nel corso dell'anno. Ci sono oltre 18 mila persone in eccesso nelle prigioni: l'indulto eliminerà il sovraffollamento. Potranno beneficiare dello sconto i rapinatori, ma pure i trafficanti di droga che non sono stati condannati anche per associazione a delinquere, e coloro che hanno compiuto reati finanziari: corruzione, concussione, appropriazione indebita e bancarotta. Usciranno soprattutto centinaia di stranieri che hanno violato le norme sull'immigrazione.

Bonus per Tanzi e Cragnotti. Se sarà condannato potrà beneficiare della clemenza Calisto Tanzi, crack Parmalat, un buco di 14,4 miliardi di euro, processo in corso per bancarotta fraudolenta. E Sergio Cragnotti, a giudizio per lo stesso reato per il crack della Cirio. Clemenza possibile anche per Giampiero Fiorani e Stefano Ricucci accusati di aggiotaggio, insider trading, truffa aggravata e bancarotta fraudolenta, gli "scalatori" di Antonveneta e Rcs, i "furbetti del quartierino". Infine per Cesare Previti, già condannato con sentenza definitiva per corruzione.

Clemenza per i G8. Grazie all'indulto nessuno dei 29 poliziotti che fecero l'irruzione nella scuola Diaz durante i G8, qualora fossero condannati, faranno mai anche solo un giorno di carcere. Come pure i 25 no global accusati di devastazione e saccheggio.

Sconti per lo scandalo calcio. L'indulto potrebbe riguardare anche gli eventuali imputati di calciopoli a cominciare dalla triade dei dirigenti bianconeri Moggi, Giraudo e Bettega. Le ipotesi di reato contestate dai pm di Napoli ai 43 indagati tra arbitri, dirigenti e i patron di Fiorentina e Lazio vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva passando per il peculato fino alla corruzione. Si tratta di reati compresi nell'indulto e commessi prima del 2 maggio 2006, data discriminante per l'applicazione della clemenza. Anche se il processo - che nulla c'entra con i verdetti della giustizia sportiva - dovesse concludersi in Cassazione tra anni, i condannati potranno beneficiare dello sconto di pena di tre anni.

(28 luglio 2006)
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martedì, 25 luglio 2006

VOMITUS MAXIMUS ESTIVO


(nella foto: una giovane madre tenta di provocare il vomito nella
figlioletta sussurrandole le parole "Rifondazione Comunista",
"Mastella" e "Indulto")


"Il capitalismo non nasconde i suoi appetiti. E’ quello che appare. Non pretende primati morali, né di rieducarci come avviene per
Rifondazione Comunista, l’amica di Previti. Il cui giornale, Liberazione, che senza le nostre tasse non potrebbe esistere, per bocca di Rina Gagliardi ha condannato senza appello la posizione di Antonio Di Pietro, giudicato “la vera mina vagante dell’Unione”.
Infatti Di Pietro è l’unico nell’Unione che non vuole l’indulto per i corrotti e per i delinquenti finanziari. Ma questa non è la posizione ufficiale di Rifondazione Comunista e allora va attaccato."

(dal blog di Beppe Grillo, che trovate fra i link a fianco)

Che dire?
Bisogna avere davvero la faccia come il culo per parlare prima delle elezioni di "questione morale" e poi andare ad appoggiare un indulto come questo.
Il fatto che poi Rifondazione tiri in ballo il discorso di migliaia di poveri cristi in galera, le sorti dei quali sono da mettere davanti al desiderio di vedere Previti in galera, non fa che confermare la suddetta faccia come il culo.

Chiariamo subito:

"In tutti gli indulti che sono stati approvati in precedenti occasioni (come pure in tutte le precedenti amnistie) sono stati sempre esclusi dai provvedimenti di clemenza i reati di corruzione e di concussione commessi contro la pubblica amministrazione. Invece nel provvedimento Mastella - e per la prima volta nella nostra legislazione - questi reati beneficeranno della clemenza approvata dal Parlamento. Di qui il rifiuto di Di Pietro di votare in favore e di qui anche la nostra concordanza con la sua posizione."
(Eugenio Scalfari, La Repubblica di ieri)

Altro che poveri cristi.
I poveri cristi non sono sicuro corrotti e corruttori.
Quelli, poveri non lo sono di certo.
Cristi ancor meno.

"Mentre il ministro Antonio Di Pietro scende in piazza per dire no all'indulto di cui beneficeranno anche corrotti e corruttori, il presidente della Camera Fausto Bertinotti avverte la maggioranza: "Niente deresponsabilizzazione. Non si possono deludere le attese dei detenuti". "
(La Repubblica di oggi)

Eh certo.
Le attese dei detenuti non si possono deludere.
Quelle degli elettori invece sì.
Un elettore onesto che si fa il culo tutto il giorno e non ha mai intascato tangenti o fatto nulla di male, che ha pensato di votare un'alternativa alla CdL, si ritrova invece la sorpresa di avere al governo gente disposta ai peggiori inciuci con gli "avversari".
Le virgolette sono d'obbligo: altro che avversari, siete alleati, siete uguali.
Anzi peggio.
Almeno gli altri si vede subito di che pasta sono fatti.

FATE SCHIFO.

F A T E  S C H I F O.




"Nel 2006, Rifondazione Comunista darà il suo appoggio a Previti ed a tutti i vari furbetti che corrompevano, prendevano soldi, tangenti, roba simile!"
"Ma dai, ma che dici!"
"Ma siiii!! E' vero! Il Centrosinistra avrà da poco vinto le elezioni e il Ministro della Giustizia sarà Mastella!"
"Ma non dire cazzate dai!"
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sabato, 22 luglio 2006

THE RITIRO DELLA PATENTE EXPERIENCE



Premesso che:
- NO, non mi hanno ritirato la patente
- NO, non è assolutamente cosa saggia guidare ubriachi
- SI', mi è capitato di guidare dopo aver bevuto

Voglio raccontarvi una storiella che ho sentito ieri.
Un giovane uomo che per comodità chiameremo Pino mi ha raccontato che la sera della finale dell'Italia è stato fermato e gli è stato riscontrato un tasso alcolometrico di 1 (il limite è 0,5). Di conseguenza ha dovuto lasciare lì il mezzo (che a suo dire è stato messo all'asta - cosa che mi sembra alquanto dubbia...) e subire le varie menate del caso. Pino dice di aver bevuto "un paio di birre e basta" e visto che è un bravo ragazzo non c'è motivo di dubitarne.

Quello che vi chiedo è:
- vi è capitata roba simile?
- come si sono comportati con voi?
- come è stato effettuato il rilievo con l'etilometro?

Perché ve lo chiedo?
- Da quello che ho visto in rete, la materia sembrerebbe chiara ma ad esempio differiscono i tempi nei quali effettuare i due rilievi all'etilometro (5 min di distanza, o 10/15 min, o mezzora/un'ora). Si può chiamare l'avvocato? E se sì, a che serve visto che la Polizia può procedere al controllo con l'etilometro prima che l'avvocato sia giunto?

In sintesi:
- se ho davvero bevuto solo un paio di birre e NON SONO IN STATO DI EBBREZZA ma l'etilometro mi segna dei valori superiori a 0,5 rischio il culo oppure ho qualche speranza?


Per i non anglofoni: la povera ragazza mostruosa della foto non è una che si è messa alla guida ubriaca, ma una che stata centrata da un idiota completamente sfatto... da meditarci su.
postato da: hotelgorillo alle ore 09:47 | link | commenti (9)
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venerdì, 14 luglio 2006

AUANAGANA I GRUPPI DEL KANSASS SITI!



Prendo spunto da un post di oggi sulla msg board (link a fianco), per ribadire quanto secondo me per un musicista o una band italiani sia molto meglio scrivere i testi in italiano.
Ne ho avuto l'assoluta certezza ascoltando un pezzo di Paolo Conte una volta in macchina con Abbazabba (che dell'italiano invece non ne vuole sapere). Il pezzo era "Il Maestro".

Il Maestro è nell’anima
e dentro all’anima per sempre resterà
viva lei, bella e martire,
che tutto quello che le chiede gli darà
niente di più seducente c’`e
di un’orchestra eccitata e ninfomane
chiusa nel golfo mistico
che ribolle di tempesta e libertà
turbinando nel vortice
dove spariscono i paesi e le città
nel miraggio di quei semplici
e di quei soliti che arrivano fin là
per vederlo dirigere
con la perfidia che scudiscia ogni viltà,
il maestro è nell’anima,
e dentro all’anima per sempre resterà.

Il brano fa vedere quanto l'italiano sia una lingua complessa e piena di sfumature, di un'eleganza che toglie il fiato, quando abbiamo a che fare con un Paolo Conte. La nostra lingua è complicata e ricca di chiaroscuri, e così un artista come Conte, in piena sintonia con la lingua, può lanciarsi in simili affreschi letterari.
Viceversa quando dobbiamo essere secchi, decisi, essenziali abbiamo i nostri problemi.
"Vaffanculo"
Vaaa-fffan-cuuu-loooo...
Non funziona.
E' lungo.
"Fottiti"
Non rende: è come un legnetto che cade per terra.
"FUCK YOU"
Vuoi mettere?
E' una sberla, una mazzata dritta in faccia.
Che nella nostra lingua non riusciamo a dare.
Dobbiamo fare un giro di parole.
"Vai-a-fare-in-culo" (a fare cosa poi? me lo sono sempre chiesto... nda).
Per gli amici: "Vaffanculo"
Siamo complicati.
Sono assolutamente convinto che i nostri processi mentali siano complicati perché la nostra lingua è complicata.
A noi viene naturale così.
Siamo totalmente immersi dentro questo.
I Pantera li senti come sono texani.
I Pooh li senti come sono italiani.
Degli italiani che vogliono fare i Pantera non ci riusciranno mai.
O meglio: possono imitarli alla perfezione ma ricalcando un modello pre-esistente che non è nel loro bagaglio. Ho sentito i Pantera --->> mi piacciono --->> voglio fare come loro.
I Pantera non sarebbero mai potuti nascere in Italia e non è un caso che certa musica sia nata altrove.
Qui si può imitarla (anche bene) ma nulla di più.
Viceversa non esiste un Paolo Conte, non esistono dei Pooh americani.
Adottare modelli altrui a mio avviso è un'auto-castrazione evitabilissima.
Occorre certo lavorare  sulla maniera di mettersi in sintonia con le caratteristiche del proprio linguaggio, come fa Conte o come Dalla o Guccini o tantissimi altri.

Qui non siamo in Slovenia.
La Slovenia è piccola, giovane, necessariamente deve essere internazionale.
Noi siamo autarchici, pochissimi capiscono o addirittura ascoltano un testo in inglese.
I film li guardiamo doppiati.
Siamo abituati (male) così.
Se hai un bel concetto da esprimere e lo fai in inglese, ecco che hai scelto la maniera migliore per farlo passare inosservato.
Ci si potrebbe anche risparmiare la fatica di cercare di comporre in inglese.
Bastano dei fonemi che lo ricordano.
Tanto nessuno ci fa caso, in Italia.
Mentre all'estero rischi di far ridere.
Effetto Mal dei Primitives.
"I tuoi oki sonou fari abaliànti e io ci sonou davanti"
Ora finchè devi stare nella parte dell'americano vip che viene a far strage di cuori, può anche andar bene.
Ma immaginatevi un testo hc di quelli cattivi, uno degli Hatebreed ad esempio.
"Il tuo dubiou è mio carburanti, il tuo odiou mi spingi, la sifìda mi infiamau, tu mi fai combatere più fòrtei"
Grasse risate, credibilità zero.
Altro che Hatebreed.
"Auanagana, kansass siti, so' lo sceriffo der kansass siti!"
Anvedi.

Per cui.
Sempre nella propria lingua insomma.
Sempre fieri della propria cultura e delle proprie radici.
Sempre fieri della propria unicità.
Canta come magni: non sbagli mai.

PS: Idem per il dialetto. Se parli sempre in dialetto, se pensi in dialetto, allora scrivi e canta in dialetto.
"No, ecolglio, parché io adesso ho fato anche dei corsi di diziane par miliorare visto che canto in tun grupo..."
postato da: hotelgorillo alle ore 22:54 | link | commenti (15)
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martedì, 11 luglio 2006

TROPPI TRICOLORI?

Vi sottopongo un articolo apparso giorni fa su "Liberazione".


Quei cortei notturni con troppi tricolori
di Piero Sansonetti

Anche se adesso Rifondazione comunista è al governo - e forse sarebbe bene non mostrarsi troppo sovversivi, o antipatriottici, o disfattisti - a me i cortei che sventolano il tricolore fanno sempre un certo effetto. Voglio dire: non un buon effetto. Non è che li condanno, però mi ricordo quando ero ragazzo e c’erano solo due tipi di cortei: quelli con le bandiere rosse e quelli con le bandiere tricolori. I primi erano cortei comunisti, i secondi erano fascisti. E’ vero che il Pci faceva tutto quello che poteva per spiegarci che il tricolore era un simbolo anche nostro - il riscatto nazionale, e la Resistenza, e quel disegno di Guttuso con la bandiera rossa sopra e il tricolore che spuntava da sotto (ora se lo sono fregato quelli del Pdci ed è diventato il loro logo elettorale...) - ma non riuscì mai a convincerci del tutto. Anzi, non ci convinse per niente.
Così, l’altra sera, mi ha dato un po’ fastidio quel brulicare di bandiere tricolori in tutte le città. Non so se è solo una idiosincrasia della mia generazione: può darsi. Però credo che un problema ci sia, e non riguardi solo le bandiere, ma alcuni aspetti, che a me sembrano preoccupanti, della grande emozione collettiva provocata dalla vittoria calcistica dell’Italia.
Provo a esprimere questo dubbio con una domanda: possibile che l’unico “valore” unificante per tanta gente - e tantissimi giovani - sia il tifo per la nazionale?
Conosco molte risposte a questa domanda. Prima risposta: il tifo di massa è un fenomeno fortemente popolare; seconda: insieme alle bandiere biancorossoverdi c’erano anche tante magliette del Che; terza: c’era un elemento di festa e di gioia e non solo di aggressività nazionalista nei cortei di martedì notte; quarta: insieme agli italiani festeggiavano tanti immigrati che avevano tifato insieme a noi; eccetera eccetera.
Tutto vero (e in parte espresso molto bene, in questa stessa pagina, dal nostro Darwin Pastorin). Però a me restano tre fortissimi dubbi. Il primo dubbio, la prima impressione, è che comunque in quei cortei e in quei giganteschi raduni ci fosse una grande componente nazionalista e - in parte - persino xenofoba. La xenofobia solitamente è accompagnata da un elemento di odio per il debole - lo straniero come debole - e in questo caso, invece, la xenofobia “antitedesca” rappresentava l’odio per il forte: non credo però che possa esistere una xenofobia cattiva e una buona.
La seconda impressione è che nella ricerca della festa collettiva - dietro ai colori italiani e alla squadra di Lippi - ci fosse l’incapacità a trovare altre dimensioni di vivere collettivo e altre idee di collettività.
Terzo dubbio: il “valore” rappresentato dalla nazionale di calcio, come qualunque altro valore nazionalistico, o di pura appartenenza, non è un valore senza principi? E perciò non è un antivalore? E non è quindi molto pericoloso?
Cosa voglio dire con questo ragionamento un po’ disperato e isolato? Semplicemente che avverto un enorme vuoto culturale, risultato della crisi drammatica delle ideologie e delle idee, dei sistemi di pensiero. Questa crisi solo a tratti viene terremotata dall’irrompere dei movimenti - i quali, per loro natura, hanno andamento e durata ciclici e non stabili - e poi torna, e porta con se, inevitabilmente, la piatta retorica nazionalista come via d’uscita. E’ una retorica che c’entra pochissimo col tifo vero, di quelli che amano il calcio e non le nazioni.


Cosa ne pensate?
Dite la vostra!

Io, per ora, come commento, uso delle immagini:



postato da: hotelgorillo alle ore 11:40 | link | commenti (25)
categorie: la dura realtĂ , pagliaccio time
lunedì, 10 luglio 2006

C'E' ANCORA DEL BUONO NEL CALCIO



Dopo il doveroso post celebrativo, eccone uno per voi lettori che
come me amate meditare sulle cose della vita.
La testata di Zidane a Materazzi ieri sera.
Non è importante cosa abbia detto Materazzi per scatenare una
simile reazione, e - umanamente - posso anche comprendere
Zidane in quel momento.
Quello che mi è piaciuto - e che trovo molto importante - è questo:

La stampa francese, però, non è tenera con il suo campione. Per l'Equipe, il gesto di Zidane è più grave della sconfitta dei "Bleus". "Questa mattina - scriveva il quotidiano sportivo, che si rivolge al capitano francese - il più difficile non è cercare di capire perché i bleus hanno perso una finale di Coppa del Mondo alla loro portata, ma spiegare a decine di milioni di bambini nel mondo come lei si sia potuto lasciar andare ad assestare quella testata a Materazzi".

"Per qualche momento, in quello stadio olimpico di Berlino in cui si è scritta la storia del mondo, lei - continuava l'Equipe - era anche Alì, l'ultimo genio dei ring. Ma né Alì, né Pelè, né Owens, né alcun altro mostro sacro della loro dimensione, di quella che lei stava raggiungendo, hanno mai infranto le regole più elementari dello sport".

"Sono certo - concludeva l'editoriale di Claude Droussent, ammettendo che Materazzi abbia potuto dirgli 'i peggiori orrorì - che lei ha pensato che bisognerà spiegare questa testata ai suoi quattro figli per i quali lei è tanto. Era l'ultima immagine del calciatore Zidane. Come è potuto succedere all'uomo che lei è?"

Sono frasi bellissime.
"Come farà a spiegare questo gesto a decine di milioni di bambini nel mondo?"
Pensate a quanto bisognerebbe recuperare un simile senso dell'Onore e del Rispetto.
Ti sei lasciato travolgere dall'istinto e ricevi l'indignazione di tutti.
In fondo è solo una testata, ma il gesto infrange un codice inviolabile.
L'avversario è sacro.
Il rispetto non può mai venire meno.
Questo dovrebbe estendersi dal Calcio, dallo Sport, alla vita intera.
In ogni frangente.
Vivremmo meglio.
Staremmo tutti bene come siamo stati bene ieri sera.
Immaginatevelo.
"Sig. Bush, come farà a spiegare ai bambini la prigione di Guantanamo?"
"Signori delle Grandi Corporations, come farete a spiegare ai bambini che per far salire i fatturati state rendendo il Pianeta una discarica?"
Non occorre essere Zidane, o chissachì.
Immaginiamo che ogni nostra azione possa essere presa d'esempio da qualcuno.
Come vorremmo fosse il mondo?
Fermarsi a pensare, restare calmi e perdonare.
Questi sono veri atti rivoluzionari.
postato da: hotelgorillo alle ore 17:33 | link | commenti (10)
categorie: figata

TRIESTE PIAZZA UNITA' 9 LUGLIO 2006


PRIMA.


Alla fine l'Italia dell'1-1 con gli USA, l'Italia che non si capiva bene che cacchio volesse fare, questa Italia è Campione del Mondo. Come nel 1982. E - vorrebbe dire essere in malafade non ammetterlo - con lo stesso spirito e lo stesso cuore. Prime partite mezze loffie, l'Ucraina insomma troppo facile, ma poi è stata grande.
Con la Gemania, con quel secondo gol che era proprio la risposta alle provocazioni minchione dei tedeschi, e poi ieri. Il rigore iniziale è stata una mazzata ma alla fine ha contribuito a rendere storica la partita e ancora più dolce la vittoria. Il boato sul pareggio. E poi via: tensione alle stelle.
Ci sono partite delle quali il risultato è già scritto. Se potevano esserci dei dubbi, la testata di Zidane li ha fatti sparire. Il gesto di quando sei incazzato come un treno perchè sai che potevi farcela, ce l'avevi già fatta, eppure ti scappa tutto dalle mani. Dopo quella testata, non c'era possibilità di sbagliarsi: avremmo vinto. Anche ai rigori (dove abbiamo quasi sempre perso) ieri avremmo vinto.
Inesorabili siamo andati avanti e abbiamo vinto.
Come doveva essere.
Era scritto.




DOPO.
postato da: hotelgorillo alle ore 11:43 | link | commenti
categorie: figata, trieste - i love you
giovedì, 06 luglio 2006

HOTELGORILLO SU NTWK A LUGLIO



Vista la richiesta, ecco l'articolo che appare su NTWK di luglio, nel
caso non lo trovaste.

"Nei giorni di Trl e di FestivalBar ero in giro a raccogliere interviste per “Il Piccolo” e così, nei momenti di pausa, anziché restare a cucinarmi nel desolato backstage, ho approfittato del pass stampa che mi conferiva un minimo di credibilità giornalistica per andare a sentire un po’ di pareri dei passanti sulla situazione Cultura e Musica a Trieste. L’idea era di farne un pezzo per le pagine di quei giorni. Per l’indagine ho scelto due tipologie di persone: giovanissimi (più o meno under 20) con qualche eccezione 22-25, e over 50, puntando accuratamente quelli che sembravano avere la faccia più incazzosa. La domanda di partenza era più o meno “Cosa ne pensate dell’attuale offerta musicale (e/o culturale) per i giovani in città?” e poi magari si divagava. Risposta dei ragazzi: “Ottima! Ci sono un sacco di cose: tipo Trl e il FestivalBar, e l’altr’anno c’era Isle of Mtv!”. “Sì certo, ma voi poi normalmente, nel resto dell’anno cosa fate il sabato sera?”. Improvviso cambio d’espressione da entusiasmo a mezzo scazzo. “Mah... così, si esce ma non c’è niente...” “Cosa vi piacerebbe che ci fosse?” “Non so, qualcosa da fare...” E si finiva su dei generici “Più discoteche”, “Andare a ballare”, “Più concerti”. A ballare cosa? Più concerti di cosa? Risposte vaghissime. L’altra categoria è stata - nonostante le polemiche di queste settimane sui rumori notturni - piuttosto accomodante. “E’ bello che ci siano manifestazioni così per i giovani”. Nessuno di quelli da me intervistati ha tirato in ballo schiamazzi o notti in bianco, qualcuno era preoccupato che non si rovinasse la piazza e si è detto contrario a concederla per avvenimenti di questo tipo, e parecchi si sono lamentati (secondo me anche giustamente) del fatto che le serate fossero a pagamento: sarebbero passati a dare un’occhiata se fosse stato gratis. Di quello che possono/vogliono fare i giovani, al di là del fruire di questi eventi una tantum, nessun accenno: buio pesto. Alla fine ho deciso di non fare l’articolo. La motivazione: le uniche cose che uscivano erano banali e scontate. La scoperta dell’acqua calda? Ovvero “Cosa ti aspettavi da dei teenager a caccia di autografi?”. Non sono d’accordo. Non è una cosa che mi ha lasciato bene, o meglio mi ha lasciato una sensazione contraddittoria. L’energia era percepile, l’entusiasmo anche, e sono sempre cose belle da sentire; ma non sono riuscito a fare meno di notare quanto tutto ciò era programmato dall’alto. “4..3..2..1..Fate casino!” “Yeeeeh!!” C’è una carica enorme in queste generazioni ma sembra essere già perfettamente programmata per esplodere nei modi e nei tempi prestabiliti. In passato la stessa carica ha provocato rivoluzioni (basti pensare al punk) perché rappresentava l’urgenza di sentirsi “diversi”. Al Festivalbar a Trieste nel 1986 ci fu chi presenziò solo in funzione di guastafeste. Faceva parte del gioco di quegli anni: “metallari” vs “paninari” e roba simile. Ora è impensabile. La tendenza è nella direzione opposta: essere più “uguali” possibile. Il dissenso è stato assorbito e reso solo un altro aspetto dell’assenso: quale differenza sostanziale sta tra i Good Charlotte e i Blue? Nessuna. Le realtà del dissenso sono così piccole e marginali, così fuori dalla portata delle telecamere, da risultare non-esistenti. Le telecamere (intese come un generico “Occhio del Sistema”) sono oggi così potenti da essere paragonabili allo sguardo di Medusa che trasforma in pietra ciò su cui si posa. Con l’inganno di una “maggior visibilità” in realtà si viene prosciugati di ogni potenziale eversivo: se ti concedo dello spazio, non sei pericoloso; altrimenti non te lo concederei. L’unica possibilità è restare nell’ombra."
postato da: hotelgorillo alle ore 20:13 | link | commenti (1)
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mercoledì, 05 luglio 2006

DO YOU REMEMBER ETNOBLOG?

Riporto un commento apparso oggi relativo ad un post vecchiotto che potete trovare nell'altra pagina.
Visto che è abbastanza lungo ed articolato, mi sembrava quasi un peccato non portarlo in evidenza per tutti, e ci ho aggiunto alcune mie considerazioni.
questo è il commento:

"MESSAGGIO X ALTERNATIVI PRO ETNOBLOG:

In riferimento al discorso dei 10,00 € di tessera tengo a farvi presente una cosa: il costo del suddetto "stilosissimo cartoncino"
si avvicina di molto a quello della tessera del circolo arci(15,00/20,00 € circa), che nelle principali città d'Italia viene richiesta all'entrata come nel nostro alternativissimo etnoblog- fin qui tutto bene, con la piccola differenza che con la tessera del circolo arci entri in moltissimi locali convenzionati a questo pseudo-circuito, che ti offrono tutto quello che trovi all'etnoblog (si, tranqulli.. anche quei cazzo di gruppetti alternativi tipo -quasifamosi-etichettaunderground
-nessunocicaga-
senon-i"fintialternativi"
-ipersensibilizzati-
dallaricerca-di-unindividualità-
scaturità-daldesiderio-dirivalsa-
nei-confronti-di-unacittà-paese-
chenon-cipunta-iriflettoriaddosso-...)

Ora, chiarito che del circolo arci me batto le palle, anche se era un buon paragone, e che mi stanno sulle palle le persone che per "cameratismo da club" appoggiano gestori che lucrano come qualsiasi altro locale, l'unica cosa che umilmente vi propongo è di non utilizzare il vostro braccio come metro di misura, perchè quello che l'etnoblog offre è NETTAMENTE inferiore agli standard di qualsiasi altra città (anche perchè oltre all'estetica e qualche gruppetto più "yes".. si beve male, lavora 5 mesi all'anno e chiude prestissimo..); non fate quindi i triestini purosangue e valutate meglio come venite trattati dalla vostra città, altrimenti non solo non risolverete mai un cazzo, ma in più vi metterete alla stregua di chi dice: "no! diese euri no ghe li dago"- la differenza tra voi e loro sta soltanto dalla parte che scegliete di appoggiare, ma l'individualità, come al solito, l'avete lasciata a casa.
Senza offesa per nessuno questo è quello che penso- "

Sono in netto disaccordo praticamente con tutto.
Ribatto affinché siano chiarite delle cose inesatte, ma senza alcun intento polemico.

Ad un circolo Arci come il New Age tu paghi SIA la tessera SIA l'ingresso al concerto.
Forse in caso di eventi piccolissimi non c'è il biglietto, ma solitamente invece c'è, e manco è tanto basso.
Quindi NON E' VERO che facendo 10 euro di tessera Etno puoi vedere chessò i DiscoDrive e facendone 15 di tessera Arci puoi non solo vederti chessò i Bloc Party, la settimana dopo i Franz Ferdinand, e in più andare per un anno in tutti gli altri circoli Arci. Solo la seconda parte è vera: le prossime volte non ti rifarai la tessera ma il biglietto LO PAGHI, perché solitamente c'è un biglietto.
(per inciso: a Trieste la tessera Arci la usi in un solo posto, che è un bar e dove non fanno concerti)
A Etnoblog non c'è mai stato biglietto.
10 euro e vai a TUTTE le serate GRATIS.
Si beve male: possiamo dire che non si bevono cose stratosferiche e che si può migliorare, dire che si beve male forse è eccessivo.
Lavora 5 mesi all'anno: finora sì, ma non per volontà di chi lo gestisce. Penso che la stagione 2006/2007 comincerà a ottobre e finirà a giugno come dappertutto.
Chiude prestissimo: non si può fare sempre tardissimo per questioni di vicinato. Bello sarebbe COMINCIARE prestissimo, cioè alle 21, 21.30...

Parlare di lucro poi a Etnoblog non fa che dimostrare una cosa della persona che ha scritto il commento.
Cioè la sua TOTALE ESTRANEITA' rispetto all'argomento di cui parla (cioè Etnoblog).

L'ho già detto chiaro e tondo, ma lo ripeto: se uno pensa che 10 euro una volta all'anno per diventare socio ed avere sempre l'accesso a tutte le iniziative senza dover più pagare siano troppi, RESTI PURE A CASA.
NESSUNO SENTIRA' LA SUA MANCANZA.
postato da: hotelgorillo alle ore 21:50 | link | commenti (6)
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martedì, 04 luglio 2006

A BERLINOOO!!!

Non ci sono cazzi!
La partita di stasera riscatta un mondiale fino ad ora abbastanza loffio per noi e - bisogna dirlo - è stata una figata.
Tener duro fino alla fine e poi infilargliene non 1 ma 2.
Certe dichiarazioni avventate - tipo Der Spiegel - portano una sfiga indicibile e poi - trac! - te la prendi, anzi te le prendi (2!) nel posteriore.
Vittoria davvero meritata, ed a questo punto, con questo spirito, anche a Berlino tutto è possibile.

Speriamo in Italia-Francia.
Paurissima!

postato da: hotelgorillo alle ore 22:42 | link | commenti (7)
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