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lunedì, 26 giugno 2006

Gauchito e Naranjito



Questo qua sopra è Naranjito. Fu la mascotte dei mondiali di Spagna del 1982. Il secondo mondiale di cui ho memoria. Del primo, Argentina 1978, non ricordo una mazza. Ma di quello in Spagna, cazzo se mi ricordo.
Italia - Brasile di quel mondiale fu una partita devastante. Molto più bella della finale con la Germania.
5 luglio 1982, pomeriggio. Roba da cardiopalma. Qualche giorno dopo con la Polonia, un massacro: botte da orbi. E poi la Germania. Ma dopo quella vittoria col Brasile, non c'era storia: dovevamo vincere il Mondiale. Ce lo meritavamo. Meritavamo chi? Tutti! Tutti noi italiani, giovani, vecchi, brutti, belli, ricchi, poveri, anche i Ricchi & Poveri al limite. Perché TUTTI tifavamo, pativamo, sudavamo, eravamo lì con la squadra.

Adesso invece NO.

Adesso invece - PORCA DI QUELLA STRAMALEDETTA PUTTANAZZA - mi hanno tolto pure il gusto del Mondiale.
Il Campionato non l'ho mai seguito, ma per me il Mondiale era una festa, l'occasione di far baldoria con gli amici, una figata.
Me l'hanno scippato.
Anzi CE l'hanno scippato.
Uno dei pochi cazzi di momenti che univano tutti, se lo sono comprato per rivenderlo a pochi.
Era bello potersi vedere tutte le partite, era bello che non si parlasse d'altro, che non si vedesse altro.
Adesso c'è chi ha sky e chi no: bella merda.
Sky è una delle tante cose per le quali devo correre sempre più veloce perché è un bisogno indotto.
Almeno questo non ce l'ho... grazie a Dio.
E poi era bello potersi identificare.
Guardate che facce diobono.

  

  

Questi puzzavano, lottavano, si spaccavano i culi.
L'operaio, il padre di famiglia potevano identificarsi.
Guardate Causio: gente così a Trieste la vedevi in giro.
Capello gonfio un po' lungo dietro, baffo, di certo pelo sul petto.
Quelli un po' più fighetti c'erano, c'era Cabrini.
Ma era uno.
Del Piero... CHE STRACAZZO MI RAPPRESENTA DEL PIERO???
O Totti?
L'infighettamento, la decadenza, i miliardi, il marcio, la merda.
Baaah... Immondizia.
Non mi sento per nulla rappresentato da questi giocatori.
Non riesco a essere contento se vincono.
Anzi, più le prendono meglio è.
Se oggi le beccano dall'Australia sarebbe fantastico.
Dall'Australia, rendiamoci conto.
Peccato che non riesco a vedermi la partita.
Comunque secondo me la spuntano.

Chi cazzo è la mascotte di questo Mondiale?
Manco lo so.
Aridateme Naranjito!
postato da: hotelgorillo alle ore 13:00 | link | commenti (12)
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martedì, 20 giugno 2006

THOM YORKE - THE ERASER (prime impressioni)

Thom, sei bravo, ti voglio bene, ma perché?
Dimmi, perché fai così.
Io so che tu potresti.
Solo che invece stai rannicchiato tipo paguro a spippolare.
E io m'incazzo.
Ascolta Thom, ti hanno mai detto che quella musica elettronica fatta di fruscii e suonini e rumorini è una cosa da FROCI?
Ti è mai giunta questa voce?
No?
Quanto cazzo ti costerebbe tirare fuori i coglioni e fare un'altra "Creep", un'altra "Street Spirit (fade out)", quanto straminchia ti costerebbe ritornare a quel sublime punto di equilibrio tra il pop e le pippe che è "Ok Computer"?
Va bene, volevate fare quelli che vanno fuori dagli schemi e cagano in testa al music business.
"Kid A" e "Amnesiac", va bene.
Poi "Hail to the Thief", mmm...
Insomma, così, confidenzialmente: "Te che miagoli sui rumorini un po' va bene. Te lo concederemo sempre perché sei un gran figo ed hai dimostrato di esserlo, ma ti vorremmo come una volta cioè meno-elettronica-finocchia-più-passione-esplosiva.
Abbiamo visto che sai fare (bene) anche ste cose qua, ma ciò non significa che tu debba continuare a farle per sempre.
Ascoltami: butta via il computer, stacca la spina, telefona a qualcuno tipo chessò Devendra Banhardt, andate fuori, ubriacatevi, andate a puttane, andate a far festa, poi ti fai portare da lui in un capanno nei boschi e  registri per un mese di fila solo chitarra e voce.
Se proprio non vuoi spaccare i culi come sai fare tu (vedi appunto "Creep") almeno finiamola con i suonini, i rumorini, i dischini...

(Tanto poi lo so che nei momenti più finocchi* questo disco sarà un must.)


*il termine "finocchio" o "frocio" non è usato in questo post nella sua normale accezione di "persona attratta da persona del suo stesso sesso".

ALCUNE FRASI FINOCCHIE:

- "Sniff sniff ... mi ha mollato ed adesso scopa con un maestro di capoeira giamaicano dal fisico scultoreo, però ha detto che io sono in assoluto la persona con la quale preferisce parlare dei film di Lars Von Trier..."
- "Che bella spillina!"
- "Che bel 7 pollici!" (se non sai cos'è un 7 pollici, è già un piccolo sintomo di virilità oggigiorno)
-"Andiamo a bere uno spritz?"
-"Sono uno sfigato. Nessuno mi caga."

WARNING:
TUTTI siamo un po' finocchi dentro.
postato da: hotelgorillo alle ore 09:59 | link | commenti (16)
categorie: figata, la dura realtĂ , fatevi i cazzi miei
domenica, 18 giugno 2006

L'UOMO DELL'ANNO - 2006



Marco Ferra a.k.a "Tato", 18 anni, stilista.

http://www.fotolog.com/marco88

Eccessivo.
Spumeggiante.
Inossidabile.
Fantasmagorico.
Instancabile.

In una sola parola:
DIVINO.

(Fanculo chi ne parla male. Non ha capito un cazzo. Tato è il KING. Punto e Basta)




postato da: hotelgorillo alle ore 16:05 | link | commenti (1)
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venerdì, 16 giugno 2006

COTTO A PUNTINO IN PIAZZA UNITA'

L'assenza di post in questi giorni è dovuta sia al fatto che volevo lasciare un po' su in evidenza il post precedente (che come temevo, ha fatto scappare molti. Si parla, si parla ma poi?), sia perché sono al Festivalbar per scrivere un po' di articoli. E' una buona occasione per fare una cosa che mi interessava: chiedere a gente che non fa parte dei soliti circuiti le loro impressioni sulla Musica e la Cultura a Trieste.
Con tutta probabilità il pezzo sarà sul giornale di domani, ma ad ogni modo lo metterò pure qua.

Posso vantare una curiosa abbronzatura che definirei "da tracolla".
Cioè viso, braccia, e una parte di collo.
Quella destra, perchè tenendo da quella parte la borsa, il supporto antiscivolo tende a tirare giù la t-shirt, lasciando esposta appunto una base di collo.

Se siete lì, passate a salutarmi.
postato da: hotelgorillo alle ore 10:40 | link | commenti (8)
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domenica, 11 giugno 2006

OVVIAMENTE NON E' SCONTATO



Prologo (che non è un prologo, ma conclude il post precedente): chiunque fosse interessato a darsi da fare per organizzare un concerto estivo che coinvolga più band/artisti/realtà possibili per far vedere che Trieste è viva è vitale si faccia sentire. Grossa sorpresa. Astenersi mercenari/e e perditempo.
hotelgorillo - - chiocciola - - hotmail.com

Post vero e proprio (in qualche modo però connesso con quello precedente):

Cosa volete?
Ovvero,

1) Cosa vorreste ci fosse a Trieste in ambito culturale/musicale?
Un circolo (come ad esempio Etnoblog) dedicato solo alla musica, più locali (quindi situazioni a scopo di lucro) dove suonare dal vivo, più club/disco, più eventi grossi, oppure etichette, siti, fan/webzine... cosa?

2) Cosa sareste eventualmente disposti a fare/sacrificare per questa causa?
Vi ci buttereste anima e corpo, e se non ci sono soldi chissenefrega, oppure vorreste trasformarlo in un lavoro oppure non fareste niente perchè pensate che tocchi a qualcun altro farlo e/o siete magari dei musicisti e vi trovate meglio a comporre canzoni e/o son cose che se ci sono ok, se non ci sono si sopravvive uguale?

Mi pare importante pormi/vi queste domande, perché è abbastanza scontato che si vorrebbero avere un sacco di cose in più, ma non è per niente scontata la loro importanza. Fantasticare, auspicare che delle situazioni cambino è una questione; mettersi in gioco, darsi da fare, rischiare tempo soldi in un progetto è ben diverso. Forse - dico forse - a Trieste certe situazioni, certe realtà non si sono mai sviluppate perché non ce n'è mai stata un'esigenza abbastanza forte. Forse quest'esigenza non è così forte neanche adesso. E' solo un leggero fastidio, una seccatura sopportabile. In questi quasi due anni di Tetris ho visto molta buona volontà in generale,  anche entusiasmo,  molta meno urgenza e determinazione.  Sia chiaro: l'urgenza non è fretta.  Siamo dominati dalla fretta e dall'ossessione di essere il più veloci possibie. L'urgenza non è questione di (solo) di velocità, la velocità nell'urgenza è solo una conseguenza: ho talmente bisogno di una cosa che la vorrò nel minor tempo possibile. Non è velocità per la velocità. E' una velocità che consente efficienza.
La determinazione non è arrivismo, scalata al potere, pragmatismo che passa sopra tutto e tutti per arrivare allo scopo. La determinazione è chiarezza. E' essersi posti domande su dove si vuole arrivare e mettersi in marcia, ma senza paura, dopo qualche tappa, di porsele ancora.
E' un delicato gioco di equilibri: essere abbastanza (auto)disciplinati senza perdere il senso del gioco, non diventare succubi di un certo "professionismo", di un certo spirito "imprenditoriale", senza cadere nella fricchettonaggine "ma si, bon... dei... va ben".
Cazzi.
Sono cazzi.

Le domande di cui sopra chiaramente me le sono fatte.
Ecco le mie risposte:

1)Voglio una struttura anche piccola dove la musica sia al centro di tutto. Voglio che sia accessibile a tutti (dal punto di vista economico) e resti sganciata da meccanismi di profitto. La voglio sempre "in progress" e la voglio aperta: chi vuole, viene e fa. Poiché fa, la cosa è anche sua. Penso che una simile struttura mi/ci sia DOVUTA, penso che sia DOVUTA ALLA CITTA'. Penso che con le istituzioni dovrebbero preoccuparsi di metterla in piedi e poi lasciarla in mano a chi può farla funzionare. Cioè penso che i soldi (una buona parte se non tutti) dovrebbero essere PUBBLICI perché trattasi di struttura di PUBBLICA UTILITA'. Di UTILITA' SOCIALE.

2)Sono disposto a dedicarmici facendomi il culo. Chiaro che se tale struttura non può permettersi di garantire un compenso a tale sbattimento, devo anche lavorare altrove. Ma soldi, pure di tasca mia, per una roba simile anche ce ne metto, ci rischio pure, se ciò servisse a far capire alle istituzioni che uno spazio così è necessario e che quindi DEVONO FINANZIARLO. Non "ah tanto ve lo potete pagare voi... fate voi". NO. Un par de palle. Così come sono contrario all'idea che la Cultura debba vivere di finanziamenti pubblici (perché QUESTA, miei cari, è l'idea parassitaria che hanno moltissimi operatori "culturali", i quali con la realtà e con la strada NULLA HANNO A CHE FARE e vivono nel loro mondo di "cultura" morta, mummificata, della quale non frega un cazzo a nessuno a parte i quattro stronzi delle loro conventicole).
La "Cultura" che vive esclusivamente succhiando soldi ed è incapace di auto-alimentarsi è soltanto MERDA AUTOREFERENZIALE. Il che - si badi bene - non vuol dire che le istituzioni non debbano accollarsi l'onere di un supporto economico. Ma dev'essere una spinta, un incentivo ad una situazione sana che poi cammina da sola con le sue gambe, non buttare soldi in voragini senza fondo, che poi sarebbero in gran parte le tasche degli amministratori. Criteri di merito sulle idee. E' un'idea - in tal caso - è tanto più meritevole quanto più riesce a coinvolgere trasversalmente la comunità.

Bon, così è come la vedo io.
Voglio sapere come la vedete voi.
postato da: hotelgorillo alle ore 15:24 | link | commenti (34)
categorie: fatevi i cazzi miei, trieste - i love you
giovedì, 08 giugno 2006

TUTTO E' MOLTO CHIARO

Ho aggiunto un paio di link, quelli ai siti di David Icke e di Massimo Fini. Massimo Fini lo trovo un autore grandissimo: senza paraocchi, senza preconcetti, chiaro e diretto. Massimo Fini è per tutti quelli che hanno voglia di mettersi in discussione, lasciando da parte le ipocrisie. Se non lo conoscete, andate a visitare il sito, ma soprattutto compratevi "Il Vizio Oscuro dell'Occidente" o il suo ultimo "Il Ribelle". Un rimedio al Nulla galoppante. Ma ne riparlerò sicuro in futuro.

Icke invece merita anche. E' così assurdo che a leggere le sue teorie cospirazioniste con alieni rettiliani che dominano la Terra ti viene da pensare che sia completamente partito. E invece tanto partito non lo è. Anzi.
Ci sarà sicuro tanto sensazionalismo, tanta new age paranoica e complottista, ma certe parti sono notevolissime, tipo questa:

Immaginate una bottiglia di vino posata su una fonte luminosa.
Dentro c'è una falena.
La bottiglia non ha tappo e la falena può scappare quando vuole.
Ma non scappa.
Non vede che la bottiglia è aperta perché sta sul fondo, mesmerizzata dalla luce.
Così alla fine muore, ancora inconsapevole del fatto che per tutto il tempo la porta verso l'infinito è rimasta  aperta.

Al posto della falena, metteteci la stirpe umana.

Questa metafora è azzeccata in maniera impressionante, e lo potete constatare anche nel quotidiano.
Guardate l'ultimo post qua sotto, guardate Trieste che frana a poco a poco.
Potremmo ribaltare la situazione.
Potremmo decidere che è il momento che le cose cambino.
Potremmo rivendicare spazi.
Potremmo, come lì si diceva, organizzare un concerto con tutti quanti.
Potremmo.
Ma non lo facciamo.
Cosa ce lo impedisce?
Niente.
Ma non lo facciamo.
Perché?
Perché metaforicamente pensiamo che la porta sia chiusa.
Cioè immaginiamo che sarà difficile, che verrà male, che non si può fare, che è impossibile.
Non è malafede, non è cattiveria.
E' come essere sotto ipnosi.
Condizionati.
Incantati.
Così non si farà niente, a parte lamentarsi con uno spritz in mano.
Se ci fate caso scoprirete che il paragone di Icke calza a pennello per moltissimi aspetti delle nostre vite.
In tante occasioni, nessuno ci costringe, nessuno ci forza ad accettare nulla.
Siamo noi che decidiamo di restare in situazioni nelle quali ci sentiamo a disagio, se non addirittura male.
Siamo talmente abituati a comportarci così che fare diversamente costa uno sforzo enorme.
Abbiamo l'entusiasmo coperto da strati e strati di pura merda che abbiamo assimilato sotto forma di "prudenza", "realismo", disincanto, cinismo e roba simile.
Solo l'idea di metterci a sollevare tutta sta zavorra per ritrovare l'entusiasmo, ci fa cambiare idea.
E invece io, testardamente voglio fare proprio così.
Con me funziona così.
Se sento che una cosa mi riesce particolarmente difficile, che "non ci sono portato",  allora assume un fascino particolare e comincio.
Anche con cazzate eh... tipo le palline per far giocoleria o gli scacchi.
Due mondi alieni.
Però cazzo la soddisfazione di quando cominci a far girare le tre palline minchia è impagabile.
Quando batti il computer è una figata.
E quindi (momento di outing) io ad un certo punto ho deciso di smettere di lamentarmi e di costringermi ad essere propositivo ogni volta che mi viene la tentazione di mugugnare.
Oggi ad esempio vi ripropongo sta cazzo di roba del concerto-protesta perché ho visto TRL in diretta dal Molo Audace e la prima cosa che mi è venuta in mente è invocare uno tsunami in sulle Rive.
Ma poi dico vaffanculo.
Vaffanculo forse se avevo appena finito la scuola arrivava l'estate e veniva MTV la cosa m'avrebbe preso bene magari solo per andare lì a dire che merda.
Vaffanculo mi dico che son proprio un coglione a pensare che dai ragazzini che vanno lì con gli striscioni a vedere la Surina e l'altro tipo possano avere chissà che consapevolezza della merda circostante.
Tocca a noi - che un pochino più d'esperienza l'abbiamo, non molta, solo un po' - darci da fare.
Se stiamo a mugugnare ed a criticare, siamo ancora più coglioni: loro almeno si divertono, noi rosicamo.
Tocca a noi cazzo essere d'esempio e trainare.
Abbiamo davanti un'estate di desolazione, non c'avete un cazzo da fare, quindi muovete i culi.
Aderite, scrivete nei commenti, proponete, ci si becca, si mette su uno strafottutissimo concerto in centro, ma una roba della madonna, roba che ce la ricorderemo per secoli, un devasto.
Non siate morti.
postato da: hotelgorillo alle ore 22:26 | link | commenti (16)
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lunedì, 05 giugno 2006

COMPLESSINI INDAGATINI



Subito, chiaro e netto: massima solidarietà ai Bandomat, per i problemi avuti la scorsa settimana.

Articolo de "Il Piccolo" di domenica 4 giugno (con richiamo in prima pagina):
"Musica a tutto volume, chiuso Corsia Stadion".
Il pm Frezza ha fatto mettere i sigilli a tempo indeterminato al locale, mettendo sotto indagine sia i gestori che la band... anzi, come scrive Claudio Ernè, usando un'espressione per la quale non gli dovrebbe essere permesso per almeno un anno di avvicinarsi ad alcuno strumento atto a comunicare, il complessino.
...
il... complessino?!?!?!?!?!
Questa batte anche il gettonato must del quotidiano - il famigerato "complesso" - facendo intravvedere anche la possibilità in futuro magari di sviluppi vintage come "orchestrina".
E mi pare la dica lunghissima su quanto vicini alla realtà di certe situazioni siano alcuni giornalisti.
Ok, chiusa la parentesi: ecco i fatti.
Locale chiuso con relative indagini su gestori e band. L'articolo dice che i vigili urbani hanno più volte effettuato rilievi fonometrici negli appartamenti del condominio con risultati inequivocabili: si parla di una differenza di 19 decibel tra i momenti nei quali c'era la musica e quelli nei quali non c'era (la differenza tollerata per legge è di 3 decibel). Si dice anche che i gestori sono stati più volte avvertiti ma che non hanno mai fatto nulla e che quindi è scattato il provvedimento.
Fin qua uno può dire: "Va bene."
E invece non va bene per niente.
La band cosa c'entra? Ogni gruppo deve comprarsi dei fonometri ed andare a rilevare quanto casino fa, prima di accettare o meno di suonare in un posto? Come può sapere quanto casino arriva da fuori? Immagino che l'esperienza dei Bandomat sia stata quella che ha loro permesso di riportarsi a casa almeno la strumentazione: a meno navigati musicisti, all'Inferno in via S. Francesco, non andò così bene.
Ancora: sapete a che ora è scattato il blitz.
Alle 3 di notte? All'1? A mezzanotte?
No.
Alle 22.
Alle dieci di sera.
Alle strafottutissime dieci di sera, che è un'ora nella quale la maggior parte dei locali notturni triestini sono ancora pressoché deserti.
Lo voglio dire apertamente: se alle dieci di sera invochi il tuo diritto al sonno, posso comprendere le tue ragioni solo nel caso tu sia un neurochirurgo che la mattina dopo alle 6 ha un intervento delicatissimo.
Ma probabilmente se sei un neurochirurgo vivi in una villa sull'Altipiano e ti svegli al canto degli uccellini.
Quindi c'è il forte sospetto che tu che dici che devi andare a dormire alle dieci sia solo uno di quei mirabolanti rompicoglioni che costituiscono una buona fetta della popolazione triestina e che dovrebbero essere loro forzatamente costretti a trasferirsi in un capannone (il Mitico-Capannone-In-Zona-Industriale™) insonorizzato, in quanto troppo stronzi per convivere pacificamente con il resto del mondo.
Si scherza, ma neanche tanto: c'è gente che con l'intrattenimento ci lavora e fa lavorare altre persone.
Le difficoltà e i problemi in questo campo in Italia ma soprattutto qui sono mostruosi ed assumono sempre più l'aspetto di una persecuzione vera e propria.
E visto che a qualcuno piace (come al giornalista dell'articolo) piace citare la Costituzione, parlando di diritto al riposo,  parliamo anche di diritto al lavoro ed alla libera espressione.
Questa è una situazione che dobbiamo ribaltare: chiunque ha a cuore le sorti di una Trieste artistica, culturale, o più semplicemente "viva" e "normale", è ora che si faccia sentire contro quella parte di cittadinanza la cui massima aspirazione è abitare in una casa di riposo formato città.
Non crediate che sia solo la musica, questo ragionamento vale in tutti i campi, è una questione di mentalità di attitudine: a nessuno viene voglia di investire in un posto simile.

Tempo non di abbassare il volume, ma di alzare la voce.
Se pensate sia il caso di farsi sentire (e secondo me lo è) a riguardo con petizioni/comunicati/iniziative, avvisatemi.
Io propongo un evento veramente GROSSO e TRASVERSALE: un evento-protesta nel cuore della città con TUTTE le band, tutte, dalle cover-band ai metallari passando per chi fa techno, e con TUTTA la gente che pensa che Trieste non debba trasformarsi in un cimitero. Un evento per dimostrare che ci siamo, che contiamo e che ci siamo rotti i coglioni.
Chiudo con una citazione:
"Siamo quelli da cui dipendi. Cuciniamo i tuoi pasti, togliamo la tua immondizia, colleghiamo le tue telefonate, guidiamo le tue ambulanze, ti sorvegliamo mentre stai dormendo.
Non fare lo stronzo con noi!” - Tyler Durden -

PS: aggiungo un prontuario per giornalisti locali

- gruppo musicale
- gruppo
- band
- formazione
- ensemble (usare con cautela)
- combo (usare con cautela)
postato da: hotelgorillo alle ore 10:23 | link | commenti (19)
categorie: la dura realtĂ , trieste - i love you
venerdì, 02 giugno 2006

RICEVIAMO E MOLTO VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

L'ottimismo alla fine paga sempre.
Dopo qualche giorno di bagarre locale, ecco che si delineano finalmente possibili soluzioni.
Non astratte elecubrazioni ma proposte concrete, speriamo attuabili al più presto.
E' proprio un esponente di uno di questi nuovi comitati a suggerircele con un' e-mail che molto volentieri sottopongo alla vostra attenzione, e che demolisce una volta per tutte il luogo comune che vede gli "anziani" contrapposti ai "giovani" (adesso che Daria Camillucci me ne ha fatto intravvedere il potenziale, scusate, ma non riesco a resistere al fascino delle virgolette...)

Buona lettura.


La giovane età, si sa, è una bella rogna. Fortunatamente passeggera. A conti fatti, vista la durata media della vita, si passerà più tempo in coda per pagare il ticket controllo prostata\ menopausa\ osteoporosi o all’inps a scoprire di non aver diritto alla pensione, che non a sorseggiare inebrianti cocktail esotici con musica a palla e ormoni in esubero, o a sbrindellarsi piacevolmente i timpani a qualche concerto. Seppure fase passeggera, la piaga sociale della gioventù continuerà a ripetersi ciclicamente, è il caso quindi di trovare soluzioni concrete per garantire una civile convivenza all’interno degli spazi cittadini. «I Comitati Ronde Di Quartiere Antischiamazzi», assieme all’«Associazione Bocciofili Che Alla Mattina Guardano Gli Scavi Per Ore» e al «Gruppo Pensionati Che Per Oscuri Motivi Devono Prendere Il Bus Negli Orari Di Punta» hanno presentato al Comune un progetto articolato che garantirà sonni tranquilli a tutti quelli che alla mattina devono svegliarsi presto per andare in Piazza Goldoni a prendere il caffè e una copia gratuita di In Città. «È giusto che i giovani possano sfogarsi – dice l’Assessore alle Politiche Geriatriche - , ma negli appositi contenitori, senza sporcare e senza disturbare». Ecco alcuni luoghi che potrebbero realisticamente ospitare centri di aggregazione:

 

1.     Un classico: da anni ne sentiamo parlare. È il Mitico Capannone in Zona Industriale, magari con un bel tetto isolante in amianto. Facile da raggiungere, specie a piedi o in autobus. Ambientazione suggestiva e romantica: chi non vorrebbe innamorarsi in Via Caboto o conversare con gli amici in Via Cadamosto? La mattina si possono organizzare piacevoli colazioni con gli operai delle 6, sempre ben disposti a socializzare con chi ha fatto festa tutta la notte.

2.     Trieste città di mare: due calamari fritti, quattro boe luminose e una piattaforma galleggiante, ben lontana dalla riva ma raggiungibile con un comodo pattìno (il conducente non rischia neanche di perdere i punti della patente). Per i nostalgici delle secchiate d’acqua dalle finestre antistanti, nessun problema: i gabbiani  provvederanno con una simpatica variante.

3.     Cyberpunk: un’astronave lanciata nell’iperspazio, con biglietti ridotti per studenti. Unico inconveniente: a fine serata potrebbero essere passati milioni di anni luce. Poco male: più o meno quelli necessari per conseguire una laurea.

4.     Al naturale: un tendone stile camping in Carso. Possibilità di gemellaggio con il Club Messe Nere e trafficanti di clandestini. Bibite sempre fresche, ghiaccio a profusione nella stagione invernale. Happy hour assieme a cinghiali selvatici e volpi.

5.     Underground: creare dei tunnel sotterranei insonorizzati, tranquillamente raggiungibili dai tombini. Utile per incentivare l’integrazione sociale delle minoranze «Ratti di Fogna», all’insegna dello scambio interculturale senza barriere, senza razzismi: per un mondo senza confini.

 

In caso di morte giovanile accidentale in qualsiasi dei luoghi sopra citati, Comune, Regione e Provincia sono disponibili a concedere, per Festival Commemorativi, Piazza Unità, il Palazzetto dello Sport, il Palasport, il Palazzo del Comune, la zona del Porto, Piazza della Borsa, San Giusto, il Giardino Pubblico, Piazza Hortis, Piazza Ponterosso, Piazza Libertà… Gli eventi saranno patrocinati dalle istituzioni che ne prenderanno i meriti e compariranno nelle foto opportunity, e finanziati da giovani volontari che si sobbarcheranno qualsiasi sbattimento organizzativo. Ma almeno si fanno le ossa e un po’ di curriculum.

 
postato da: hotelgorillo alle ore 12:53 | link | commenti (4)
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